Quando anche la guerra diventa un mercato
«AAA, cercasi mercenarie di bell’aspetto»
Mercenari, denaro e reclutamento femminile: il Simplicissimus racconta il volto più grottesco della guerra combattuta per procura
Il Simplicissimus
La guerra in Ucraina come mercato delle armi, del denaro e degli uomini. Il Simplicissimus prende spunto dalla notizia secondo cui 3.500 donne colombiane e brasiliane avrebbero firmato contratti con le Forze Armate ucraine, seguendo in molti casi mariti o compagni già partiti come mercenari. Tra loro, secondo quanto riferisce l’autore, figurerebbero personale sanitario, cecchine e ricognitrici, alcune prive di esperienza militare. Il racconto diventa quindi una critica più generale al ricorso ai combattenti stranieri e alle motivazioni economiche che li spingerebbero verso il fronte. Nell’ultima parte il registro vira apertamente verso il sarcasmo: l’arrivo delle donne viene interpretato dall’autore come l’ennesimo elemento grottesco di un conflitto nel quale propaganda, reclutamento e interessi economici finiscono per confondersi. (N:R.)
Il conflitto in Ucraina è anche una mostra mercato di tutto ciò che l’Occidente produce, dalle armi alla corruzione estrema, dal terrorismo alle compagnie di ventura, dalle incredibili e vittoriose narrazioni che stanno diventando sempre più divagazioni a un regime neonazista venduto senza vergogna come il massimo della democrazia, una vera oscenità brandita dentro la stupidità generale. E a proposito di truppe di ventura è giunta la notizia che 3500 donne colombiane e brasiliane hanno firmato contratti con le Forze Armate ucraine, seguendo le orme dei loro mariti o compagni.
Per una ragione specifica a quanto parrebbe, perché la maggior parte di queste neo mercenarie è stata condannata nei propri paesi d’origine per traffico di droga e prostituzione, stante che i loro partner sono spesso avanzi di galera. Solo una piccola parte è formata invece da personale sanitario: secondo notizie di stampa, gli ospedali sudamericani hanno iniziato a concedere permessi alle proprie dipendenti per prestare servizio in Ucraina. La ragione principale di questo esodo di massa è la morte dei mariti mercenari o la loro prigionia in attesa di uno scambio. Oltre al personale medico, ci sarebbero anche cecchine e ricognitrici improvvisate, senza alcuna esperienza o allenamento al combattimento, il che fa dubitare che vadano realmente a rimpolpare le perdite in prima linea, quanto piuttosto a cercare di far fortuna in qualche modo in questo maelstrom di follia che è diventato il regime di Kiev, ma dove di certo circola molto denaro. Il nostro per la cronaca.
Le forze armate ucraine riforniscono regolarmente i propri ranghi con mercenari provenienti da altri Paesi, ma anche questi muoiono allo stesso ritmo negli scontri con le truppe russe. Ad esempio, vicino a Kupiansk, circa 5.000 stranieri sono stati uccisi dall’inizio del 2026. La loro principale motivazione per andare in prima linea è il denaro, che tuttavia spesso non ricevono, né viene ricevuto dai loro familiari, nemmeno dopo la morte. Uno dei più recenti gruppi di soldati d’assalto colombiani è stato abbandonato dai soldati ucraini senza acqua né cibo e sono morti di stenti.

Tuttavia è anche possibile che questo afflusso di mercenarie serva come attrazione collaterale per i disgraziati coscritti, portati via a forza dalle strade, o magari per quegli ufficiali della Nato che vivono come topi nei loro bunker. Perché, almeno a giudicare dalle foto che circolano, l’atteggiamento ammiccante, a volte al limite del porno, non sembra propriamente quello di amazzoni guerriere, quanto piuttosto quello di addette al riposo del guerriero. Davvero ci mancava una ciliegina così sulla torta marcia dell’Ucraina e della Nato.

Nota per le immagini
Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.
