Sorveglianza, propaganda, biometrica, scomparsa del contante: il controllo delle masse è già realtà. E chi dissente paga. Letteralmente

DAL COVID AL DENARO DIGITALE: IL MONDO ORWELLIANO

È IL PRESENTE -SECONDA PARTE-

La distopia di 1984 non è solo una metafora: è il modello operativo dei governi di oggi

Redazione Inchiostronero

Non serve più immaginare il futuro distopico di Orwell: ci siamo già dentro. Dal Covid in poi, il sistema di potere globale ha trovato il modo di testare la capacità di obbedienza delle masse. Lockdown, coprifuoco, Green Pass: strumenti di controllo che la politica – di qualunque schieramento – ha adottato senza remore, spesso con la complicità di media e intellettuali. Oggi, la stessa logica prosegue con la guerra, la sorveglianza digitale, la biometrica, la fine del contante. Le carte di credito diventano il lasciapassare per la vita quotidiana: chi non rispetta le regole rischia di essere escluso, bloccato, sospeso. Un controllo capillare, subdolo, che si nasconde dietro la parola “sicurezza”. Ma chi decide cosa sia sicuro? Chi stabilisce il prezzo della libertà? Rileggere 1984 oggi significa accorgersi che siamo immersi fino al collo in quella stessa mentalità totalitaria, dove la coercizione è mascherata da progresso e la censura si veste da tutela collettiva.


Parte 2: Il Covid, il Green Pass e la nuova bio-sorveglianza

Come la pandemia ha trasformato le società occidentali in laboratori di obbedienza, controllo e cancellazione del dissenso.

Con la pandemia abbiamo scoperto che il controllo sociale può travestirsi da tutela della salute. Lockdown, Green Pass, sorveglianza biometrica: tutto è stato giustificato in nome del bene collettivo. In questa seconda parte, analizziamo come il Covid abbia aperto la strada a un nuovo paradigma di obbedienza, fondato sulla paura e sulla tecnologia.

 Cappello introduttivo alla serie:

Viviamo tempi confusi, ma la Storia ha già visto tutto questo. La propaganda, il controllo sociale, le guerre, l’odio pilotato verso un nemico designato: nulla di nuovo sotto il sole. Chi ha letto 1984 di Orwell riconosce i segnali. Chi conosce la storia del Novecento, sa che ogni sanzione, ogni umiliazione imposta a un paese, porta inevitabilmente al disastro.

Questo lungo viaggio in più puntate non è solo un’analisi del presente, ma un invito a collegare i punti tra passato e futuro. Dalla pandemia al riarmo, dalla demonizzazione della Russia al Deep State che orchestra nell’ombra, ecco la mappa per orientarsi nel caos di oggi.

La Storia non perdona chi sceglie di non vedere.

Ecco perché leggere, capire, ricordare — oggi — è un atto di resistenza.

Molti si rifugiano ancora in un mantra rassicurante: «Non succede qui, non succede ora». È la formula magica con cui ci si autoassolve dal guardare in faccia la realtà. Ma la verità è che non solo sta già succedendo, ma è cominciato da tempo. Il Covid è stato la grande palestra del controllo sociale di massa. Un laboratorio globale senza precedenti, dove le restrizioni non sono state solo sanitarie, ma soprattutto comportamentali e psicologiche.

Lockdown, coprifuoco, distanziamento, Green Pass: strumenti che hanno imposto non solo limitazioni di movimento, ma una forma di sottomissione collettiva. La narrazione ufficiale parlava di tutela della salute pubblica, ma il sottotesto era un altro: testare i confini dell’obbedienza, vedere quanto la gente fosse pronta a rinunciare a libertà fondamentali in nome della sicurezza.

“Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si instaura una dittatura per salvaguardare una rivoluzione: si fa la rivoluzione per instaurare la dittatura.” George Orwell, 1984

Dal controllo sanitario al controllo sociale il passo è stato breve e quasi naturale. Oggi la discussione si è spostata: il nemico non è più il virus, ma chi dissente, chi rifiuta di conformarsi. E con la scusa dell’efficienza e della sicurezza, ci si avvia spediti verso la digitalizzazione totale, eliminando gradualmente il contante.

Il denaro contante è l’ultimo baluardo di libertà economica: non tracciabile, non condizionabile, non revocabile. Eppure, la narrazione mainstream ci dice che è pericoloso, veicolo di illegalità. Ma la verità è che senza contanti, il cittadino diventa un suddito con un portafoglio che può essere chiuso a distanza.

Il Canada ha già mostrato il futuro: nel 2022 il governo Trudeau ha congelato i conti correnti dei camionisti in protesta contro le restrizioni pandemiche. Nessun processo, nessuna sentenza: una semplice misura amministrativa. Un gesto, una frase sbagliata, e il sistema può condannarti all’invisibilità sociale ed economica. E se oggi accade lì, domani accadrà ovunque.

La Cina ha già codificato tutto questo con il credit score sociale: un punteggio assegnato a ogni cittadino che determina i suoi diritti. Se ti comporti bene, puoi viaggiare, ottenere prestiti, lavorare. Se sei un dissidente, vieni escluso, umiliato, reso invisibile.

“Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano… per sempre.” George Orwell, 1984

Il futuro profilato, digitalizzato, biometrico non è un’ipotesi: è il presente. Le impronte, il volto, la voce: ogni dettaglio della nostra identità viene immagazzinato. E non serve più una dittatura dichiarata: basta una crisi, un’emergenza, un nemico. La macchina del controllo si riattiva ogni volta, senza bisogno di giustificazioni.

Intanto la narrazione politica rimane sempre la stessa: la Russia è il male assoluto, la Cina è la minaccia definitiva. E noi? Sempre e comunque i buoni. Il dissenso è un crimine, il pensiero critico è eresia. La propaganda è identica sia che parli la destra sia che parli la sinistra: le differenze ideologiche si annullano quando si tratta di difendere il sistema.

Pasolini già negli anni Settanta l’aveva capito benissimo:

Siamo in mano a un nuovo fascismo, quello del potere consumistico e mediatico.”

Un fascismo invisibile, che non ha bisogno di manganelli, ma di influencer e talk show. Non serve più la Stanza 101 di 1984: oggi basta toglierti il bancomat, il Green Pass, il profilo social. E tu scompari. Sei un numero cancellato dal sistema.

Ma mentre ci distraggono con guerre mediatiche e nemici prefabbricati, intanto si moltiplicano le spese militari. L’Europa ha stanziato 800 miliardi di euro per il riarmo, una decisione presa senza alcun confronto parlamentare serio, senza dibattito pubblico. Una somma abnorme, sottratta a istruzione, sanità, welfare, innovazione. Ma la motivazione ufficiale resta sempre la stessa: difendere la democrazia.

Chi osa mettere in discussione questa folle corsa agli armamenti viene subito additato come antioccidentale, traditore, agente del nemico. Il pensiero critico è una minaccia da neutralizzare.

Il mainstream fa il resto: controlla oltre l’80% delle testate giornalistiche e televisive, in mano a poche grandi corporation, spesso legate a doppio filo con la finanza internazionale e i grandi gruppi industriali. Non informano: istruiscono al consenso. Il giornalismo d’inchiesta è un residuo di un’altra epoca. Al suo posto, un esercito di opinionisti, influencer, editorialisti ben pagati per tenere le masse docili e disinformate.

“La realtà esiste nella mente e da nessun’altra parte.” George Orwell, 1984

Se la realtà è manipolabile, allora anche la verità lo è. E in un mondo dove la verità è decisa da chi detiene il potere, la libertà non è che un’illusione.

Pasolini, con la sua solita intuizione, nel 1974 già lo diceva:

“Io so. Ma non ho le prove. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato il golpe. Io so.”

Un grido disperato, una verità inascoltata allora come oggi. La gente preferisce non sapere, o meglio: preferisce sapere solo ciò che il sistema permette di sapere. Perché la verità è scomoda, divide, costringe a prendere posizione.

E allora, ancora una volta, la domanda si impone:

Quanto siamo disposti a cedere, a rinunciare, a piegarci, pur di poter semplicemente vivere?
E fino a quando potremo raccontarci che “non succede qui”?

 

“Chi è pronto a rinunciare alla libertà pur di avere sicurezza, non merita né l’una né l’altra.”
Benjamin Franklin

 

La Redazione

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