Destra e sinistra italiane senza più pensatori, costrette a comprare idee altrui tra modelli esteri, velleità mediatiche e crisi d’identità culturale.

DESTRE E SINISTRE, SENZA INTELLETTUALI, ALLA RICERCA

DI BANCARELLE DELLE IDEE

Augusto Grandi

In un’Italia politica dove le ideologie sembrano merce esaurita, Augusto Grandi firma un commento caustico e provocatorio sulle nuove miserie intellettuali di destra e sinistra. Le idee non si producono più: si importano, si comprano, si scimmiottano. La destra meloniana si appoggia senza filtri a modelli esterni come Trump e Musk, trasformando il pensiero in franchising. Ma è la sinistra, secondo Grandi, a toccare il fondo: smarrita tra derive clericali e posture pseudo-progressiste, priva di un pensiero autonomo e affondata in un panorama intellettuale ridotto a figure mediatiche come Scanzi, Littizzetto e Saviano. Grandi dipinge una sinistra tragicamente farsesca, spaccata tra slogan woke e compromessi geopolitici, senza più una bussola culturale o ideologica. Tra ironia tagliente e denuncia implicita, l’autore non risparmia nessuno, nemmeno i salotti radical chic rappresentati dal Corriere della Sera, simbolo di una gauche che ha perso tanto l’identità quanto la credibilità. Questo articolo non offre risposte, ma costringe a una riflessione impietosa: la politica italiana – da entrambi i lati – ha smesso di pensare. E nella bancarella delle idee, ormai, non resta che merce avariata. (f.d.b.)


Un’idea un concetto un’idea

Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione

Se potessi mangiare un’idea

Avrei fatto la mia rivoluzione (1)

Per la destra e la sinistra italiana il problema non è più “mangiare un’idea”, come sosteneva Gaber quando le idee, seppur astratte, esistevano. Il problema, oggi, è dove comprarle. Più facile per i neomeloniani: hanno rinunciato a produrle in proprio e le acquistano da Trump e Musk. A caro prezzo, tanto pagano i contribuenti.

Più complicato a sinistra. Le acquisterebbero volentieri dal Vaticano, ma il fascistologo del Corriere della sera, Trocino, non è d’accordo e si indigna contro questa deriva papista del PD. Non ha tutti i torti, soprattutto perché è arrivato Leone XIV e non si è ancora ben capito dove si colloca a livello geopolitico, sui diritti delle minoranze sessuali, sul tifo calcistico, sulle dichiarazioni di antifascismo. Insomma, protesta Trocino, Leone XIV pretende di fare il Papa e di occuparsi di questioni religiose. Inaccettabile!

Dunque, la sinistra, secondo le indicazioni del quotidiano di Urbano Cairo che vuole trasformarsi nella guida della gauche elegante, deve recuperare il proprio laicismo e scegliere strade nuove. Bel proposito. Che però si scontra con il dato di realtà. Perché, per farlo, servirebbero idee. E servirebbero pensatori. Invece la gauche intello si è ridotta a Scanzi, a Littizzetto, a Saviano. Non è una battuta di Giuli a proposito degli influencer, come erroneamente ha pensato Cacciari. È la tragica realtà di una sinistra che si barcamena tra i cessi per Lgbtq+++ e il sostegno ai mercanti di armi, tra la difesa di spacciatori e borseggiatrici e la tutela delle località turistiche per vip dalle orde barbariche dei poveri.

La Sinistra der Cesso

Nun ce capisco più ’n’acca, fratè:
sta Sinistra s’è fatta ’na commedia.
Tutt’ ’a pensà a l’ultimi… sì, ma de ceto,
ché li primi sò amici, co’ l’aereo privato.

Tra cessi pittati pe’ fa’ li colori,
e missili dati co’ baci e co’ fiori,
difenne chi ruba, chi spaccia, chi sgraffigna,
ma guai se er povero ar mare ce s’inzigna!

Er pensiero? Sta’ bono… ’n’è più de casa.
L’han svortato pe’ du’ like e ’na risata grassa.
E quer che rimane de l’ideologia
è ’n post su Instagram e ’na gran ipocrisia. (f.d.b.)

Ovvio che, poi, si faccia strada la voglia di affidarsi al Papa che, almeno su qualche punto, dirà pure qualcosa di condivisibile a sinistra, in attesa di una eventuale enciclica sulla nuova rivoluzione industriale.

I neomeloniani, invece, hanno le idee chiare. Quelle comprate a Washington. Hanno bannato Bannon, grezzo ma pur sempre troppo intellettuale per la squadra di lady Garbatella. E hanno scelto Musk, pur senza capirlo. Ma non è un problema. Tanto ci pensa Donald a mandare gli ordini. Basta eseguire senza pensare.

Redazione Electo
Augusto Grandi

 

 

 

 

Approfondimenti del Blog

(1)

Postilla sull’assenza di idee

“Un’idea, un concetto, un’idea / finché resta un’idea è soltanto un’astrazione. / Se potessi mangiare un’idea / avrei fatto la mia rivoluzione.”
Giorgio Gaber, con la lucidità tagliente del suo teatro-canzone, metteva in guardia dall’illusione dell’intellettualismo fine a se stesso: le idee, diceva, devono incarnarsi nella vita, farsi gesto, trasformazione. Oggi, a distanza di decenni, quelle parole risuonano come un epitaffio sulla condizione del pensiero politico italiano.

Nel suo articolo “Destre e Sinistre, senza intellettuali, alla ricerca di bancarelle delle idee”, Augusto Grandi raccoglie idealmente quell’eredità critica e la ribalta in chiave contemporanea, spietata. Non è più questione di “mangiare un’idea”, perché le idee – sembra dirci – semplicemente non ci sono più. La politica, a destra come a sinistra, si aggira per mercatini di seconda mano, rovistando tra slogan e suggestioni importate, incapace di pensare in proprio. E se la destra neomeloniana si rifugia in modelli prefabbricati d’oltreoceano, la sinistra naufraga in un vuoto ancor più tragico: quello di una presunta élite culturale ridotta a megafono di tendenze e moralismi, senza più spessore né visione.

Grandi, con tono sarcastico e provocatorio, firma una diagnosi severa ma non infondata: senza pensatori, senza coraggio intellettuale, senza vera fame d’idee, la politica si riduce a spettacolo. E la rivoluzione – anche solo culturale – resta, ancora una volta, un’astrazione. (f.d.b.)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

«Meloni, forse, si sveglia. Forse, solo forse, sprecare soldi in armi non è una grande idea.»

Conti pubblici, guerra e consenso: i limiti della politica delle armi …