Quando l’energia scarseggia, l’Europa presenta il conto

«Diesel, verso il razionamento?»

Forniture sotto pressione, raffinerie colpite e prezzi in aumento: per l’autore l’Europa rischia di pagare le proprie scelte energetiche

Il Simplicissimus

La crisi del diesel potrebbe trasformarsi in un nuovo problema economico per l’Europa. L’autore parte dalle difficoltà delle forniture saudite e dai danni subiti dalle infrastrutture energetiche, inserendoli in un quadro già segnato dagli attacchi alle raffinerie russe, dalla pressione sulla capacità produttiva americana e dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Il rischio, secondo la sua analisi, è che una nuova stretta sull’offerta finisca per colpire non soltanto gli automobilisti, ma soprattutto trasporti, logistica e filiere industriali europee. Sullo sfondo resta la possibilità del razionamento, che l’autore considera una conseguenza delle scelte energetiche e geopolitiche compiute negli ultimi anni. Una crisi del carburante diventerebbe così anche una crisi dell’economia reale europea. (N.R.)


Ieri l’Arabia Saudita ha annunciato ha avvertito i partner commerciali europei che non sarà in grado di onorare i contratti in essere , a causa dei gravissimi danni subiti dalle raffinerie che producono carburante diesel e della impossibilità di operare di quelle che prendevano l’oro nero dall’oleodotto Est – Ovest grazie al quale si riusciva a bypassare Hormuz. A Riad è costata carissima la riapertura delle ostilità con gli Houthi che era stata suggerita da Washington, così come, in genere, è costata cara agli Stato del Golfo la partecipazione all’aggressione statunitense contro con l’Iran che ha suo volto distrutto parecchi impianti di raffinazione e molti pozzi. Se poi si tiene conto che gli stessi Usa sono all’origine degli attacchi contro le raffinerie russe, che quelle americane stanno lavorando al 99% delle possibilità, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, ecco servita la crisi del diesel dunque delle filiere commerciali.

In Europa questo carburate è già arrivato ai 3 euro al litro in alcune aree della Germania e di certo arriverà ben presto a questi livelli anche da noi. Dopo esserci liberati dalle importazioni russe in nome della guerra e di una diversificazione delle fonti, scopriamo di essere caduti in una trappola. Se Trump deciderà di impedire le esportazioni di diesel, come potrebbe fare in vista delle elezioni di medio termine per far diminuire il prezzo di questo carburante, da noi ci sarà una sorta di ecatombe economica. Insomma sembra un piano preordinato per distruggere proprio l’Europa: probabilmente non è stato qualcosa di pensato lucidamente, ma si tratta di una conseguenza collaterale che agli americani non dispiace affatto: si liberano di un concorrente, vendono energia a prezzi molto alti e sperano di rapinare una buona parte dell’industria continentale.

Ma sapete quando una classe dirigente è così folle che proprio in questi momenti incita alla distruzione delle raffinerie russe, incurante degli aumenti di prezzo che ne conseguiranno, senza avere tuttavia conseguire nessun vantaggio concreto nella guerra che vede ormai l’Ucraina ridotta a una maceria storica, non ci si può aspettare nulla di buono, nulla di razionale, nulla di intelligente e di onesto. Tanto che i governicchi e i governicchi di quasi tutti i Paesi del continente stanno apprestando piani di razionamento del carburante, ovviamente senza farne sapere nulla ai cittadini, ma vista la situazione non si potrà fare altro. Ora si tratta soltanto di far sì che Zelensky e compagnia cantante con svastica sul braccio, possano rapinare più soldi possibile (ma probabilmente alcuni, anzi parecchi rimarranno appiccicati alle valigette diplomatiche dell’apparatcik europeo), di permettere che le industrie belliche ingrassino a dovere, mentre le altre vanno a remengo. Almeno fin che dura. Alla fine però l’Ue ha raggiunto il suo scopo recondito, quello di distruggere l’Europa.

Riunione Segreta sull’Europa in Crisi

 

Redazione

 

Nota della Redazione

La crisi internazionale del diesel e le difficoltà delle forniture energetiche sono documentate, così come l’interruzione di alcune consegne saudite verso raffinerie europee dopo i danni all’oleodotto East-West. Le fonti consultate confermano inoltre forti rincari del gasolio in Europa. Non abbiamo invece trovato riscontri sufficienti all’affermazione secondo cui quasi tutti i governi europei starebbero predisponendo in segreto piani di razionamento del carburante. Il razionamento rientra fra gli strumenti d’emergenza previsti in caso di grave crisi petrolifera, ma l’esistenza di tali strumenti non dimostra che ne sia stata decisa o sia imminente l’attivazione.

Nota per le immagini Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

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