Quando vivere in vacanza diventa troppo caro

«Doppi prezzi nelle località turistiche per residenti e visitatori?»
Il turismo fa salire i prezzi, ma il conto resta anche ai residenti
di Enrico Toselli
Nelle località turistiche l’aumento dei prezzi non colpisce soltanto chi arriva per trascorrervi qualche giorno. Alimentari, servizi e consumi quotidiani diventano più costosi anche per chi vi abita tutto l’anno, con stipendi e pensioni che non seguono l’andamento delle stagioni turistiche. Enrico Toselli pone una domanda provocatoria: avrebbe senso distinguere i prezzi destinati ai residenti da quelli applicati ai visitatori? (N.R.)
La speculazione in atto in tutte le località turistiche italiane – dalle città d’arte ai paesi delle Riviere e delle montagne – sta spingendo verso la creazione di un doppio sistema di prezzi. Più elevati per i turisti che osano infastidire i negozianti dei paesi invasi, più bassi per i residenti.
Non sempre è facile, soprattutto in città. Anche se esistono già abbonamenti differenziati ai mezzi pubblici di trasporto in alcune località. Il problema è nei negozi. Perché la logica di alzare i prezzi per approfittare dei turisti, finisce per penalizzare anche i residenti. Pagare 3 euro per un litro di latte, pagare la carne a prezzi da gioielleria, pagare la verdura il doppio rispetto ad un supermercato di città, rischia di diventare un problema per i residenti che non vivono di turismo e che non possono aumentare i ricavi a piacere. Ci sono stipendi fissi, ci sono pensioni che non aumentano in proporzione ai flussi turistici.

Dunque nei paesi si sopperisce con i doppi prezzi. Ridotti per i compaesani. Creando però conseguenze non sempre gradevoli. Perché far pagare prezzi differenti a un gruppo di amici in cui parte sono indigeni e parte allogeni diventa imbarazzante ed anche stupido. E basta mandare a far la spesa un residente, da rimborsare successivamente, per aver diritto agli sconti. In ogni caso si generano polemiche e malcontento. Non è il massimo per chi vive di turismo.

E poi come fare in città, dove non ci si conosce? Prezzi differenti a seconda della carta di identità?
Ci sarebbe un’alternativa: smettere di speculare sui prezzi. Ma è improponibile..

- Nota sulle immagini
Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale - generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.
Aldo
21 Agosto 2026 a 5:17
IN Svizzera si spende come in Italia se si è residenti, ma gli stipendi vanno dai 2500 Euro a 5000 per tutti i mestieri comuni.
Riccardo Alberto Quattrini
21 Agosto 2026 a 10:30
Sono anni che non ci adeguiamo alle direttive UE. Una vera vergogna. E la melonara dice che va tutto bene.