La sfida dei BRICS entra nel sistema finanziario

«I Brics ci sono e aprono il fuoco contro il dollaro»

Pagamenti nelle valute nazionali e circuiti alternativi a SWIFT: per il Simplicissimus la dedollarizzazione entra in una nuova fase

Il Simplicissimus

I BRICS non sarebbero né un’alleanza inconsistente né un progetto destinato a dissolversi. Secondo il Simplicissimus, il vertice di Nuova Delhi segnerebbe anzi un passaggio decisivo: la costruzione di un’architettura dei pagamenti capace di collegare sistemi nazionali e regolare gli scambi nelle valute dei Paesi membri senza passare necessariamente attraverso SWIFT e il circuito finanziario dominato dal dollaro. Al centro del progetto vengono indicati BRICS Pay e l’interoperabilità fra UPI indiano, CIPS cinese e SPFS russo, insieme all’ipotesi di un sistema monetario basato sull’oro. Per l’autore, la reazione americana — con la minaccia di nuovi dazi contro il blocco — dimostrerebbe quanto questa evoluzione venga percepita come una sfida strategica. La dedollarizzazione diventerebbe così parte di un processo più vasto: alla progressiva autonomia finanziaria si accompagnerebbe una crescente convergenza geopolitica dei BRICS, manifestatasi anche nelle posizioni assunte su Israele, Libano, Gaza e Gerusalemme. Una trasformazione che porta il Simplicissimus a rovesciare la domanda iniziale: se i BRICS erano considerati i «morituri», forse — conclude provocatoriamente — «vanno cercati altrove». (N.R.)


Una delle favole che ci vengono raccontate con aria di sufficienza e con quei sorrisini che sono ormai l’unico argomento di cui si è capaci, è che i Brics non esistono, che sono soltanto un tentativo per molti versi incerto se non fallimentare, di creare qualcosa di autonomo dal rapinoso Occidente, cosa che tuttavia è impossibile perché è qui che germogliano le idee e si forgia il futuro. La caratteristica del globalismo, ovvero dell’ideologia ufficiale del potere tra Nord America ed Europa è proprio quella di creare orchi quando si pensa di sconfiggerli facilmente e di minimizzare i veri pericoli acciocché non si perda la fede in questa auto mitologia. Invece, vedi i casi della vita, i Brics esistono eccome e ieri nel vertice che si è aperto a Nuova Dehli è stato compiuto il passo fondamentale per dare senso a questa nuova alleanza di civiltà, visto che quella imperiale si sta degradando in modo spaventoso e che era impossibile da preconizzare anche solo due decenni fa.

In apertura del 18 vertice dei Paesi che non ci stanno è stato approvata all’unanimità, la creazione di un’architettura dei pagamenti concepita per instradare gli scambi commerciali al di fuori del sistema finanziario occidentale. L’obiettivo è quello di regolare le transazioni nelle valute degli stati membri collegare i rispettivi sistemi di pagamento e messaggistica nazionali, in modo che le transazioni possano avvenire senza passare attraverso la rete Swift denominata in dollari. Tutto ruota, almeno fino ad ora attorno al Brics pay, un sistema di messaggistica e di pagamenti bancari che unisce Upi (India), Cips (Cina) e Spfs (Russia) in un livello di interoperabilità condiviso, consentendo la compensazione dei pagamenti tra i membri al di fuori di Swift. Ed è stato messo anche a punto un progetto per cerare un sistema monetario basato sull’oro. Non c’è alcun dubbio che la vicenda iraniana con le sue aggressioni e le sue minacce del tutto gratuite, abbia aperto gli occhi a tutti e spinto con più vigore molti Paesi, per prima l’India stessa, a trovare un piano di difesa comune.

Ora permettetemi  una piccola deviazione che però ritengo significativa: Swift è ovviamente un acronimo che sta per Society for Worldwide Interbank Financial, ma i modi con cui si poteva battezzare questa piovra, diretta espressione del potere del dollaro, erano moltissimi, tuttavia si è scelto, forse anche inconsciamente, di creare un acronimo che ricordasse Jonathan Swift autore dei Viaggi di Gulliver, una fiaba che, pur cercando di mettere sotto accusa vizi e insensatezze della società in cui viveva, lo faceva però impersonandoli in popoli extraeuropei che vanamente tentavano di fermare il naufrago inglese: era infatti lillipuziani.

Ad ogni modo che in queste scelte abbia o meno operato questo intento subliminale, resta il fatto che il documento di apertura del vertice ha immediatamente suscitato le ire di Washington: Trump ha immediatamente minacciato dazi fino al 100% sul blocco, intensificando la campagna di pressione che ha condotto per tutto l’anno contro quella che definisce la traiettoria “anti-americana” dei Brics. Tuttavia anche se ovviamente questo potrebbe portare a delle difficoltà per qualcuno, è chiaro che questa deterrenza si affievolisce di anno in anno e proprie queste perché la dedollarizzazione è ormai una realtà e tutto il putridume imperialistico americano non potrà resuscitarla facilmente specie dopo che il sistema militare Usa ha rivelato tutto i suoi limiti, pur operando con estremo cinismo.

Lo dimostra anche il fatto che i membri dei Brics hanno fortemente condannato Israele per la sua avventura in Libano: si tratta di una delle critiche più dirette a Israele in una dichiarazione di questa organizzazione fino ad oggi. La dichiarazione ha inoltre preso atto del procedimento avviato dal Sudafrica contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia per la questione di Gaza e ha respinto qualsiasi iniziativa unilaterale volta a modificare lo status di Gerusalemme occupata. Insomma comincia sempre più a manifestarsi una unità di intenti geopolitica a partire dal nucleo Russia – Cina -Iran, come modello per il prossimo futuro. Forse i morituri non erano esattamente loro, ma vanno cercati altrove.

 

Redazione

 

 

Nota per le immagini
Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

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