Quando la politica estera diventa prova di forza

«Il ministro del non libero stato di Bananas»

Crosetto, gli Eurofighter e Bab el-Mandeb nel racconto polemico di un’Italia sempre più coinvolta negli equilibri militari occidentali

Il Simplicissimus

Dalle acque di Bab el-Mandeb alle basi militari in Arabia Saudita, fino ai cieli del Baltico, Il Simplicissimus costruisce una dura critica alla politica militare italiana e, in particolare, alle scelte del ministro della Difesa Guido Crosetto. Il punto di partenza è l’ipotesi di impiegare unità navali italiane per proteggere i cargo diretti verso il nostro Paese, alla quale l’autore collega la reazione degli Houthi e l’attacco a una base saudita dove erano presenti militari e velivoli italiani. Il discorso si allarga quindi alla missione Inherent Resolve, all’acquisto di 24 Eurofighter e al confronto con i costi sostenuti da altri paesi europei. Ne emerge, nella lettura fortemente polemica dell’autore, un’Italia militarmente esposta, economicamente penalizzata e politicamente subordinata agli interessi dei propri alleati. (N.R.)


C’è davvero da chiedersi, ma come fanno tutti gli Stati di questi pianeta a non invidiare l’Italia che ha un ministro della difesa tipo come Crosetto, un Gargantua dell’epoca berlusconiana con formidabili appetiti aziendali, che va ai matrimoni proprio quando scoppiano le guerre, facendoci la figura del pirla e che adesso, in barba al buon senso e in spregio della Costituzione che per lui deve avere meno valore dell’etichetta di un vino, ha scavalcato di un balzo l’Europa più bellicista e vuole mandare navi a Bab el Mandeb per proteggere  i cargo che vanno verso l’Italia. Ma la reazione degli Houthi non si è fatta attendere: hanno subito attaccato una base saudita dove, non si sa per quale motivo al mondo ci sono nostri militari e hanno distrutto un Eurofighter.

Sala strategica sul Mar Rosso

Per chi non lo sapesse siamo lì nel deserto da anni nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve, istituita 12 anni fa per “aiutare” gli Usa nella lotta contro l’Isis che in realtà era proprio una creatura a stelle e strisce. Ma gli dei non amano i pirla e il 30 settembre di quest’anno l’operazione da tempo inattiva si sarebbe dovuta chiudere definitivamente. Ma Crosetto con le sue smargiassate è riuscito è farsi distruggere un aereo proprio gli ultimi giorni.

E non è tutto ciò che si potrebbe dire. Anzi c’è molto di più: a fine 2024 abbiamo siglato un contratto col consorzio Eurofighter e con la Nato per 24 di questi caccia: costo 7, 47 miliardi, una vera enormità anche se comprende la manutenzione, in pratica 311 milioni ad aereo e tutto questo per dare ai nostri padroni qualche mezzo in più da tenere in retrovia o se del caso per provocare in maniera trasversale quello che loro hanno eletto come nemico, Una spesa con cui si sarebbero potute fare molte cose assolutamente più positive ma qui si svela uno dei segreti della politica nostrana e della nostra sudditanza: tutti gli altri Paesi europei hanno sborsato molto di meno per questo aereo. In particolare la Spagna che ha pagato ciascuno dei 25 aerei acquistati (compresa l’assistenza) 160 milioni a velivolo, ma tanto per dirne un’altra la stessa Germania che ne ha acquistati 20 e li ha pagati 187,5 milioni ciascuno. Naturalmente nessuno si chiede come mai e probabilmente gli Houthi non sono i peggiori nemici, perché quelli li abbiamo in casa. Tuttavia i nostri aerei stanno svolgendo il loro arduo compito sul Baltico dove si sono distinti per aver avvicinato un caccia russo che non aveva affatto sconfinato, tornandosene gloriosamente alla base per questa indispensabile ed eroica azione e per aver distrutto in Lituania un drone che poi si è scoperto essere ucraino. Di certo queste imprese valgono 7 miliardi e mezzo.

Comunque sia, gli Houthi hanno fatto sapere a Crosetto che non scherzano affatto e gli hanno fatto intendere che anche le navi sarebbero sotto tiro. Una cosa era mandare qualche unità negli anni scorsi, avvolta dalla rete logistica, radar e satellitare di protezione americana, una cosa è andarci da soli. Per questo credo che Crosetto, questo nostro Capitan Fracassa, ha solo voluto, a nome di tutto il mirabile governo ortofrutticolo, mettersi una medaglia di carta e acquisire meriti agli occhi di Trump, senza però avere la minima intenzione di impegnarsi davvero. In cambio di cosa? Questo si vedrà, ma temo di calde spalate di una sostanza marroncina che è sempre stata la mercede con la quale siamo stati ripagati.

Redazione

 

 

Nota per le immagini

Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

 

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