Quando il voto diventa un fenomeno da temere

«Il terrore della Sassonia»

L’ascesa dell’AfD scuote la Germania e riapre la domanda che la demonizzazione politica non riesce a cancellare

Il Simplicissimus

Il risultato attribuito all’AfD in Sassonia-Anhalt diventa per Il Simplicissimus il sintomo di una frattura politica e sociale che Berlino non vorrebbe affrontare. L’autore sostiene che, davanti alla crescita del partito, la risposta prevalente sia la demonizzazione anziché l’analisi delle ragioni che spingono una parte consistente dell’elettorato verso di esso. Nel pezzo assumono particolare rilievo giovani, operai, persone in difficoltà e precedenti astensionisti: categorie che, secondo i dati riportati dall’autore, avrebbero contribuito significativamente al risultato. La domanda che rimane sullo sfondo è quindi più ampia: quando un voto diventa politicamente scomodo, è sufficiente condannarlo oppure occorre comprenderne le cause? (N.R.)


L’Afd ha rispettato i sondaggi che la davano al42%, anzi li ha superati ed è arrivata alla 44,2 per cento: la Sassonia Anhalt ha scosso l’albero delle mele a Berlino e nessuno dubita  da dove provenga la maggior parte dei voti, dalla Cdu il partito del cancelliere Merz, ormai l’uomo della guerra, il che, ovviamente, fa temere un effetto domino su tutta la politica nazionale e anticipa come in un film distopico una frana elettorale per il partito che di fatto ha governato la Germania dalla fine della guerra mondiale, sia pure in consonanza e talvolta, ma in tempi ormai remoti, in dissonanza con i socialdemocratici.

La cosa curiosa, ma significativa è che di fronte a un partito che raddoppia i propri voti, non si ha alcuna spiegazione da dare, non ci sono analisi significative, come se ci trovasse di fronte a un’eruzione vulcanica o a un qualsiasi altro disastro naturale. Com’è ben noto o dovrebbe esserlo, l’Afd che è nato sulla spinta di economisti che criticavano l’euro e in generale la costruzione europea come contraria agli interessi tedeschi (fatto immediatamente catalogato come nazionalismo), proprio per questo è stato fin da subito definito partito di “estrema destra” alla stregua di qualsiasi cosa non aderisca pienamente ai canoni del globalismo. Perciò è sempre stato demonizzato evitando di analizzarne e discuterne le proposte, buone o cattive che fossero. Le vere discussioni e non le zuffe simulate dei talk intorno a insignificanti particolari, sono infatti proibite perché potrebbero far scoprire che vi sono altre tesi e altri modi di vedere le cose, che insomma c’è qualcosa oltre la siepe delle parole d’ordine. Cosi non si è mai andati oltre la semplice criminalizzazione verbale, alla stregua di una pratica apotropaica.

Così adesso di fronte a quasi la metà della popolazione del Land Sassonia Anhalt divenuta criminale e di estrema destra non c’è più molto da dire, a parte evocare l’angosciosa possibilità che l’infezione si diffonda. Anzi adesso la Cdu locale accusa il cancelliere Merz, con una sottile ipocrisia, di aver contribuito in qualche modo alla sconfitta con la sua stessa presenza in campagna elettorale, per qualche frase infelice pronunciata nei suoi discorsi. ci si potrebbe chiedere in quale occasione Merz sia stato felice nella sua carriera di uomo di BlackRock, alla guida della cosa pubblica.

Eppure di temi da discutere ce ne sarebbero perché per l’Afd ha votato il 42% dei giovani, il 60% degli operai e il 65% delle persone in difficoltà. In più l’8% circa dei voti è venuto dal bacino di coloro che solitamente si astengono dal voto. Come questo possa accadere nel migliore dei mondi possibili, quale viene presentata la sgangherata e fallimentare Europa dei guerrafondai e dei tagliatori di welfare, non è una cosa che si possa discutere, ce ne si può solo rammaricare e protestare.

Redazione

 

 

Nota per le immagini

Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

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