Le urne ridisegnano il fronte politico della guerra

«La caduta dei falchi»

Dalla Russia alla Germania, il voto viene letto come una crisi di consenso per le forze più interventiste

Il Simplicissimus

Un fine settimana elettorale particolarmente affollato offre al Simplicissimus l’occasione per collegare risultati provenienti dalla Russia e dalla Germania attraverso un’unica chiave interpretativa: la perdita di consenso delle forze considerate più favorevoli alla prosecuzione e all’inasprimento dello scontro con Mosca. L’autore legge il risultato di Russia Unita come una conferma della tenuta del consenso a Putin, nonostante gli attacchi con droni e i tentativi di interferenza informatica denunciati nel testo. Lo sguardo passa quindi alla Germania, dove le sconfitte della CDU di Friedrich Merz vengono contrapposte all’avanzata dell’AfD e all’affermazione della Linke a Berlino. Due scenari politici differenti che, nella lettura proposta dall’articolo, convergerebbero in un medesimo segnale: una crescente crisi di consenso verso le politiche di guerra e il sistema politico che le sostiene. (N.R.)


Probabilmente è difficile trovare un week end elettorale così affollato e così denso sia di novità che di conferme. Queste ultime sono arrivate dalla Russia dove il partito di Putin, Russia Unita, ha guadagnato quasi 8 punti percentuali rispetto al 2021, superando il 57 per cento. Il disperato tentativo occidentale di mettere in crisi il consenso a Putin attraverso una campagna terroristica effettuata con i droni, è dunque completamente fallita e non sono nemmeno riusciti i tentativi di bloccare le reti informatiche. Proprio il giorno delle elezioni la Nato ha mandato 1600 droni su tutto il territorio russo e 400 verso Mosca, il numero più grande mai lanciato. Tuttavia la stragrande maggioranza degli ordigni è stata abbattuta prima di raggiungere la città. Adesso ci sarà una adeguata rappresaglia che probabilmente sfiorerà i confini dell’Ucraina da dove arrivano le armi. E nessuno potrà lamentarsi. Con tutto questo in realtà la contestazione a Putin fatta da parecchi dei partiti che si sono scontrati, è quella di essere troppo timido, troppo attendista nell’affrontare la questione ucraina. E qualcuno pensava che proprio questo avrebbe fatto perdere voti al partito del presidente. Ma così non è stato, segno che le popolazioni sono assai più sagge delle élite.

Questa campagna terroristica è  invece riuscita ad affossare il principale fautore della stessa, ossia il cancelliere Merz: la Cdu, da sempre principale partito tedesco, in Meclemburgo -Pomerania è stato letteralmente cancellato dall’Afd che adesso con oltre il 38 per cento dei voti è la prima forza politica e a quanto pare l’unica che non si è messa l’elmetto: il partito del cancelliere non è nemmeno arrivato al 5% e quindi non entrerà nel parlamento regionale a meno di gabole dell’ultima ora. È la prima volta che accade nell’intera storia della Germania federale. Ma la Cdu è riuscita a perdere la prima posizione anche a Berlino, dove si è imposta la Linke e soprattutto la sua candidata Elif Eralp, portatrice di un programma radicale rivolto soprattutto contro le mega aziende immobiliari che nella città possiedono centinaia di migliaia di appartamenti, facendone di fatto la prima città al mondo dal punto di vista della gentrificazione. La Eralp ha basato la propria campagna sull’esproprio di 220 mila appartamenti che dovrebbero essere gestiti dal pubblico. Dubito che arrivi davvero a farlo, ma evidentemente il problema è molto sentito.

Gran parte di questi pacchetti immobiliari sono detenuti da centri finanziari di cui Merz è la diretta espressione. Si tratta dunque di una bocciatura nemmeno tanto mediata. Eppure il cancelliere dice di non volersi dimettere e di voler andare avanti con le riforme che nel gergo del neoliberismo significa massacri sociali. Quindi i suoi padroni, essenzialmente di oltre Atlantico, lo spingono a non mollare, nonostante le storiche sconfitte. Avvenute, questo va sottolineato anche in presenza di una consistente percentuale di voto postale che, come si sa, è quello più aggredito dai brogli.

Insomma i più accaniti guerrafondai hanno perso, questo è il significato ultimo di queste tornate elettorali, soprattutto in Germania. E siccome si tratta di guerre di sistema è proprio quest’ultimo che è investito in pieno da una crisi di consenso.

Redazione

 

Nota per le immagini

Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

 

 

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