Quando l’intelligenza artificiale riaccende i combustibili fossili

«La camera a gas dell’Intelligenza artificiale»

Data center, consumi energetici e Net Zero: il boom dell’IA potrebbe trasformare il gas nel carburante della rivoluzione digitale

Il Simplicissimus

La transizione energetica promette di ridurre progressivamente il ricorso ai combustibili fossili. Ma che cosa accade quando, contemporaneamente, l’intelligenza artificiale moltiplica la domanda di elettricità? Il Simplicissimus parte dalle contraddizioni che individua nell’elettrificazione per concentrarsi soprattutto sui data center, infrastrutture che devono funzionare continuamente e richiedono enormi quantità di energia. Secondo le previsioni di BloombergNEF citate dall’autore, negli Stati Uniti la loro espansione potrebbe provocare un forte aumento del consumo di gas naturale, proprio mentre cresce anche la domanda legata alle esportazioni di GNL. Ne emerge un paradosso: gli stessi processi tecnologici presentati come parte del futuro rischiano di rafforzare una fonte energetica che la retorica della decarbonizzazione descrive da anni come destinata al declino. L’IA potrebbe così diventare uno dei nuovi grandi consumatori dell’energia fossile. (N.R.)


Pochi si rendono conto che tutto ciò che si sta facendo nell’ambito di Net Zero, costituisce in realtà a uno straordinario aumento della richiesta di energia e che tale aumento – stante l’inaffidabilità delle fonti cosiddette rinnovabili – lascia di fatto intatta la produzione da combustibili fossili, anzi finirà per aumentarla. Prendiamo le auto elettriche: sulla carta sembrano una buona soluzione perché dopotutto i loro motori elettrici hanno una efficienza intorno al 95% contro il 45% dei motori termici. Ma pare che siano in pochissimi a sapere dell’esistenza della dispersione: le perdite di diversa natura, sia di trasporto che di trasformazione che si verificano sul percorso che va da una centrale alle batterie e poi ai motori elettrici dell’auto, è tale che una buona parte di questa energia viene perduta, come avrebbe potuto spiegare agli ignoranti volontari contemporanei James Clerk Maxwell già alla metà dell’Ottocento. Se poi ci si mette che si tratta di auto più pesanti, che la realizzazione delle batterie è particolarmente energivora per arrivare a un calcolo banale, sorprendente e ovviamente accuratamente nascosto: le auto elettriche sono globalmente meno efficienti di quelle termiche.

C’è tuttavia un campo nel quale non si discute nemmeno e sono di data center (1) necessari alla gestione dell’Intelligenza artificiale. Essi assorbono una straordinaria quantità di energia e devono funzionare notte e giorno, con il sole o senza, con il vento o senza, quindi la generazione da carburanti fossili è inevitabile, visto che quella nucleare, almeno quella generata da piccole centrali è comunque qualcosa che richiederà decine di anni. Infatti negli Usa si sta pensando a generatori a gas per sostenere gli spaventosi assorbimenti di energia di questi nodi informatici. Secondo una nuova previsione di BloombergNEF , entro un decennio i soli data center negli Stati Uniti consumeranno più gas naturale della maggior parte dei Paesi. Così il consumo di gas per questo scopo arriverà, sempre secondo Bloomberg ai 500 milioni di metri al giorno. In pratica più del consumo complessivo di molti Paesi con l’esclusione di Cina, Russia, Iran.

Transizione verde, infrastrutture nascoste

Data l’incertezza su come si evolverà il boom dell’intelligenza artificiale nel prossimo decennio e soprattutto dimenticando che la Cina sta realizzando sistemi di IA che hanno prezzi dieci volte più bassi di quelli americani, con prestazioni comparabili e per certi versi anche migliori, le stime possono contenere dei margini di errore, ma sulla base dei progetti che sono in campo, è possibile, anzi assolutamente probabile che la produzione Usa non ce la faccia a sostenere questo aggravio, aggiunto alle maggiori esportazioni, soprattutto verso l’Europa, di Gnl. Ad ogni modo gli analisti avvertono che “il decennio del gas a basso costo sta per finire” e che anzi si scatenerà una lotta senza quartiere per accaparrarsi il gas naturale.

Insomma dopo tanta retorica, proveniente e comunque sostenuta dai medesimi potentati che gestiscono l’IA, ecco che i consumi di combustibili fossili tornano ad aumentare e in maniera vertiginosa con il relativo aumento dei prezzi. Forse tutto questo non è molto intelligente, soprattutto se si pensa a come viene trattato in maniera ipocrita l’argomento, con titoli patetici tipo “l’intelligenza artificiale dona nuova vita al gas”, come se fosse un reperto archeologico, mentre per esempio in Italia rappresenta il 51% della produzione. Ma sembra che non si possa mai uscire da una narrazione tendenziosa nella quale ogni realtà viene stravolta.

Redazione

 

 

APPROFONDIMENTI

«IL COSTO INVISIBILE DEL DIGITALE»

 

 

 

 

 

 

Nota per le immagini
Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

 

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