Quando stare fermi diventa un problema per la schiena

I consigli del fisioterapista

«PERCHÉ STARE SEDUTI A LUNGO FA MALE ALLA SCHIENA»

Ore alla scrivania mettono alla prova colonna, muscoli e legamenti: capire cosa accade è il primo passo per muoversi meglio

Dott. Enrico Orlandelli 

Passiamo una parte sempre maggiore delle nostre giornate seduti: davanti al computer, alla scrivania, in automobile o sul divano. Ma la colonna vertebrale è progettata per il movimento e la dispersione del carico, non per la staticità prolungata. Il Dott. Enrico Orlandelli spiega che cosa accade alla schiena quando la posizione seduta viene mantenuta per molte ore: dal sovraccarico dei dischi intervertebrali all’indebolimento della muscolatura della colonna e del bacino, fino allo stress dei legamenti. E mette in discussione anche un luogo comune molto diffuso: l’esistenza di una “postura perfetta” capace, da sola, di proteggerci dal dolore. Una buona sedia ergonomica può aiutare, ma non elimina il problema fondamentale: il nostro corpo ha bisogno di movimento.


Nel mio studio, un elevato numero dei Pazienti che lamenta lombalgia cronica condivide un fattore scatenante: il lavoro d’ufficio. Esiste una profonda differenza tra l’evoluzione bio-meccanica del nostro corpo e lo stile di vita sedentario moderno. La colonna vertebrale è progettata per il movimento e la dispersione del carico, non per la staticità prolungata.

Quando passiamo ore seduti alla scrivania, inneschiamo una serie di alterazioni strutturali e sistemiche, silenziose ma severe. Il dolore che avvertite a fine giornata è solo la punta dell’iceberg.

Ecco cosa accade esattamente alla vostra schiena quando rimanete seduti a lungo.

Sovraccarico dei dischi intervertebrali

Contrariamente a quanto si creda, stare seduti non fa riposare la colonna. E’ stato osservato un significativo incremento della pressione all’interno dei dischi inter-vertebrali lombari, in particolare fra L4-L5 e L5-S1, nel passaggio dalla stazione eretta a quella seduta. Se alla posizione seduta aggiungiamo la tipica flessione in avanti verso il monitor, il carico sui dischi aumenta progressivamente. Questa compressione riduce la capacità dei dischi inter-vertebrali di ammortizzare le sollecitazioni meccaniche esterne, aumentando il rischio di protrusioni ed ernie.

Indebolimento muscolare della colonna e del bacino

La sedia altera l’equilibrio muscolare della colonna vertebrale e del bacino. Il mantenimento prolungato della posizione seduta può determinare una riduzione della forza dei principali gruppi muscolari posturali. Tale condizione è riconducibile, almeno in parte, alla permanenza protratta della colonna e delle anche in posizione flessa, che può influenzare negativamente la funzionalità dei muscoli addominali, degli erettori della colonna, dei glutei e dell’ileo-psoas. A ciò può associarsi una riduzione della capacità di risposta neuro-muscolare e dell’elasticità muscolare, con conseguente alterazione dell’efficienza funzionale di questi distretti.

Stress legamentoso

I legamenti posteriori della colonna, quando sottoposti a una tensione lieve ma costante, subiscono una sollecitazione negativa. Dopo diverse ore di flessione statica prolungata, anche i legamenti risentono dello stress posturale e possono provocare dolore. Questo è il motivo per cui spesso si avverte una fitta acuta o un senso di estrema rigidità nel preciso istante in cui ci si alza dalla sedia.

L’illusione della “postura perfetta”

Molti pazienti investono centinaia di euro in sedie ergonomiche, sperando di risolvere il problema. La sedia ergonomica aiuta, ma non elimina il problema della staticità. Non esiste un’unica “postura perfetta” da mantenere per molte ore. Il dolore non deriva tanto dalla posizione in sé, ma dal tempo prolungato in cui la si mantiene.

La strategia clinicamente più efficace è interrompere il carico. Alzarsi ogni 45 minuti per eseguire semplici estensioni lombari e riattivare il flusso sanguigno è superiore a qualsiasi correttivo posturale passivo.

La Redazione

L’Autore

Il Dott. Enrico Orlandelli è Fisioterapista e Osteopata, specializzato nella Riabilitazione delle problematiche neuro-muscolo-scheletriche. Riceve nel suo studio a Desenzano del Garda. Per approfondimenti clinici o per richiedere un consulto, visita il sito ufficiale enricoorlandelli.it.

 

 

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Nota per le immagini

Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

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