Tra ironia e propaganda mediatica

«Tajani annulla il viaggio negli Usa per le offese a Meloni. Trump trema»
Enrico Toselli mette alla berlina la retorica con cui certa informazione racconta i rapporti tra Roma e Washington.
di Enrico Toselli
La decisione di Antonio Tajani di annullare un viaggio negli Stati Uniti viene presentata da parte di alcuni media come una risposta severa alle presunte offese di Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Con il consueto tono sarcastico, Enrico Toselli smonta questa narrazione, evidenziando il divario tra la rappresentazione enfatica degli eventi e i reali rapporti di forza internazionali. Un commento pungente sul ruolo dell’informazione e sulle illusioni di grandezza che spesso accompagnano la politica italiana. (N.R.)
Tajani annulla il viaggio negli Stati Uniti ed i media italiani di servizio commentano estasiati questa durissima risposta agli insulti di Trump contro la grande statista della Garbatella. Adesso ci si aspettano non solo le scuse del presidente, ma le sue dimissioni. Perché l’alternativa è solo una guerra italiana contro gli USA. E, si sa, Washington è terrorizzata all’idea di uno scontro con Roma. O anche solo all’idea che Tajani rimandi il viaggio.

Sora Giorgia, ovviamente, ha reagito. Assicurando che lei non implora mai. Obbedisce e basta. Sino a qui, comunque, la reazione è nell’ordine delle cose. Poi, però, la leader del centrodestra prova a strafare e accusa Trump di non essere abbastanza duro contro i nemici dell’Occidente. Dovrebbe prendere esempio da lei che è bravissima a chiudere gli occhi di fronte allo sterminio compiuto da Netanyahu, lui sì un vero difensore dell’Occidente. Ed è stata bravissima anche a chiudere gli occhi davanti alla strage delle decine di studentesse assassinate da un bombardamento del suo amico Zelensky.

Però lo scontro con Trump è più grave, proprio per il rapporto di sudditanza italiano. Politico ed economico. Perché è stata proprio sora Giorgia a chiudere le porte all’accordo con la Cina, preferendo legare l’Italia, mani e piedi, agli Usa. Idea geniale. Ora ha provato a ripartire con nuovi legami con l’India. E resta sempre contraria ai rapporti con la Russia mentre è sempre più evidente l’irrilevanza del piano Mattei. Risultato? La stagnazione economica.
Ma il mancato viaggio di Tajani obbligherà gli Usa ad abbassare la cresta. A chiedere scusa e ad allinearsi alle strategie meloniane. O no?
