Quando la tecnologia più avanzata finisce nella rete

Cattura del drone sottomarino giallo

«Yellow submarine»

Petrolio, Hormuz e uno smacco subacqueo: la superiorità tecnologica americana si misura con la capacità iraniana di resistere

Il Simplicissimus

Il prezzo del petrolio torna a salire mentre gli effetti del blocco iraniano dello Stretto di Hormuz, secondo il Simplicissimus, cominciano a pesare concretamente sui mercati. Attacchi alle infrastrutture energetiche, riserve statunitensi sempre più ridotte e il ritorno degli importatori cinesi compongono per l’autore un quadro nel quale mantenere artificialmente basso il prezzo del greggio diventa sempre più difficile. Ma è sott’acqua che arriva lo smacco più simbolico. Il Simplicissimus riferisce della cattura iraniana di un Dive-LD statunitense senza equipaggio, mezzo dotato, secondo le specifiche riportate nell’articolo, di tecnologie avanzate e destinato a molteplici missioni subacquee. Per l’autore l’episodio va oltre il valore del singolo mezzo: mostrerebbe che il vantaggio tecnologico non è sufficiente a garantire la superiorità contro un avversario determinato a resistere. Ed è proprio questo che, nella sua lettura, restringerebbe ulteriormente le possibilità americane evitando un’escalation dalle conseguenze imprevedibili. (N.R.)


Sta succedendo l’ira di Dio, anche se non sappiamo di quale dio si tratti: basi americane sono state bombardate in Giordania, una petroliera che tentava di farla franca è stata colpita, gli Houthi hanno danneggiato tre impianti di produzione petrolifera in Arabia Saudita e la raffineria Aramco di Jizan, con una capacità di 400.000 barili al giorno, è stata messa fuori gioco probabilmente per mesi. E così i prezzi del petrolio sono aumentati arrivando vicino alla soglia psicologica dei 100 dollari, oltre la quale ogni rialzo è possibile. L’utilizzo delle riserve nazionali, la riduzione delle importazioni di petrolio dalla Cina e le manovre borsistiche della Casa Bianca, avevano mantenuto il prezzo a livelli innaturalmente bassi. Tuttavia, le riserve sono ormai ridotte al lumicino e gli importatori cinesi sono tornati sul mercato. Pertanto, la perdita di produzione di greggio dovuta al blocco iraniano dello Stretto di Hormuz si sta finalmente facendo sentire.

Dal bunker della Sala ovale Trump delira e annuncia che “i prezzi del petrolio crolleranno vertiginosamente, come sta crollando tutto il resto (ma ancora di più!), quando vinceremo la guerra con l’Iran”, ma proprio mentre cercava di diffondere questa buona novella di completa fantasia, è giunta notizia che un sottomarino statunitense senza equipaggio è stato catturato dagli iraniani. Questo sommergibile vanterebbe alcune delle tecnologie per sistemi subacquei più avanzate al mondo ed è stato consegnato alla flotta a stelle e strisce nel 2025. Il Dive-LD, così è battezzato il mezzo subacqueo, può operare per un massimo di 10 giorni e, secondo le specifiche del produttore, può raggiungere profondità fino a 6.000 metri. Il suo design modulare e i componenti stampati in 3D consentono la rapida installazione di vari sensori e carichi utili per diverse missioni quali mappatura dei fondali marini, rilevamento di mine, ispezione di cavi e condotte sottomarine, supporto alla guerra antisommergibile e trasmissione di informazioni. Certo, le vanterie americane sono da prendere con le pinze, ma a questo punto aumentano in maniera stratosferica l’entità dello smacco subito da parte dei barchini iraniani.

Forse questo sommergibile non è proprio quella meraviglia che si dice, ma la sua cattura – e sono sicuro che specialisti russi e cinesi sono già al lavoro – ha costituito uno choc non da poco perché mostra come non basti la superiorità tecnologica per spuntarla contro un nemico deciso a resistere. Il che ovviamente allontana la possibilità di azioni americane, a meno di non pensare ad attacchi nucleari che manderebbero il mondo in subbuglio e forse aprirebbero la strada ad un immediato Armageddon. L’angoscioso tramonto dell’impero si fa sempre più complicato.

Redazione

 

 

Nota per le immagini

Le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono state create con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa e successivamente selezionate e curate dalla redazione di Inchiostronero.

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